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Guide per catene multisito · 4 di 4

L'energia che devi saper rendicontare

Scope 1 e 2, dato per sito, diagnosi energetica e garanzie d'origine. Cosa serve avere in mano prima che lo chieda il revisore, un cliente corporate o il proprietario del centro commerciale.

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Dove stanno le emissioni di una catena

La contabilità delle emissioni segue tre perimetri, definiti dallo standard internazionale di riferimento.

PerimetroCosa comprendeNel retail
Scope 1Combustione diretta: caldaie, gas delle cucine, flotta aziendaleRilevante dove c’è cucina o riscaldamento a gas
Scope 2Energia elettrica e termica acquistata dalla reteLa voce principale per la quasi totalità dei punti vendita
Scope 3Catena del valore: fornitori, logistica, prodotti, viaggiIl volume più grande, e il più difficile da ricostruire

Per una rete di punti vendita il grosso di ciò che si può governare direttamente sta nello Scope 2, ed è anche la parte che si misura con precisione senza stime.

Location based e market based, i due numeri che vanno dichiarati

Lo Scope 2 si calcola in due modi, e vanno riportati entrambi perché rispondono a domande diverse.

Location based. I kWh consumati moltiplicati per il fattore di emissione medio della rete elettrica nazionale. Racconta l’impatto fisico reale di quei consumi, dove sono avvenuti.

Market based. Tiene conto degli strumenti contrattuali, cioè dei contratti di fornitura e delle Garanzie d’Origine acquistate. Racconta cosa hai comprato.

Cosa fa davvero una Garanzia d’Origine. Certifica che una quantità equivalente di energia rinnovabile è stata immessa in rete da qualche parte. Abbassa il valore market based, non cambia il location based, e non riduce di un chilowattora quello che le tue sedi consumano davvero. È uno strumento legittimo e utile, ma non sostituisce l’efficienza: un revisore attento guarda entrambi i numeri, e un cliente corporate esigente anche.

Perché il dato aggregato non basta più

Il totale annuo di gruppo è sufficiente per compilare una tabella, non per governare né per difendere un obiettivo. Serve il dato per sito, con periodicità almeno mensile, per quattro motivi molto concreti.

  1. Fissare obiettivi per format, perché un flagship e un corner non possono avere lo stesso target.
  2. Dimostrare che un miglioramento è dovuto alle azioni e non alla chiusura di qualche sede.
  3. Rispondere ai clienti corporate e ai proprietari immobiliari, che chiedono dati sul singolo immobile.
  4. Reggere una verifica: chi ha solo il totale non può ricostruire come ci è arrivato.

La diagnosi energetica

L’articolo 8 del Decreto Legislativo 102 del 2014, con i suoi successivi aggiornamenti, impone la diagnosi energetica alle grandi imprese e alle imprese a forte consumo di energia, con cadenza quadriennale e obbligo di comunicazione all’ente competente.

Per una rete di punti vendita la diagnosi non si fa sede per sede: si individuano cluster di sedi omogenee per format, dimensione e zona climatica, e si analizzano campioni rappresentativi di ciascun cluster. Un sistema di monitoraggio già installato riduce sensibilmente il lavoro, perché fornisce le misure che altrimenti richiederebbero campagne strumentali dedicate.

Il vantaggio meno ovvio: chi ha il monitoraggio attivo arriva alla scadenza con i dati già pronti, invece di far partire una raccolta d’emergenza a tre mesi dal termine.

L’errore che si paga a fine anno

La rendicontazione costruita a ritroso, rincorrendo le bollette a dicembre, costa più tempo e regge peggio. Le bollette arrivano con ritardi diversi da sede a sede, alcune sono stimate e verranno conguagliate, i cambi di fornitore spezzano le serie, e ricostruire chi ha validato cosa diventa impossibile. Il dato raccolto in continuo, invece, è già lì quando serve, ed è tracciabile fino alla misura.

Chi ti chiede i dati, e cosa vuole vedere davvero

Le richieste arrivano da interlocutori diversi, e ognuno guarda una cosa diversa dello stesso dato.

Chi chiedeCosa vuole vedere
Chi verifica la rendicontazioneIl metodo e la tracciabilità: da dove viene il numero, chi lo ha validato, se è ripetibile
Il cliente corporate a monteIl dato per sito e i fattori di emissione usati, perché deve consolidarlo nel proprio Scope 3
Il proprietario immobiliareI consumi del singolo immobile, spesso con clausole già scritte nel contratto di locazione
Banche e agenzie di ratingLa serie storica e la coerenza fra obiettivi dichiarati e risultati misurati
L’ente competente per la diagnosiMisure reali sui cluster rappresentativi, non stime di progetto

Cosa serve avere in mano

I dati pronti prima che te li chiedano.

  1. Consumi per sito e per vettore, elettrico, gas e acqua, con periodicità almeno mensile.
  2. Metri quadri e ore di apertura per sede, aggiornati alle variazioni dell’anno.
  3. Fattori di emissione usati, con anno di riferimento e fonte dichiarata.
  4. Contratti di fornitura e Garanzie d’Origine associati a ciascun punto di prelievo.
  5. Baseline e obiettivi, con il metodo di calcolo scritto e ripetibile.
  6. Tracciabilità del dato: da dove viene, chi lo valida, dove è conservato.

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Fonti e avvertenze

Perimetri di rendicontazione secondo il GHG Protocol. Il quadro normativo europeo sulla rendicontazione di sostenibilità è in evoluzione: ambito di applicazione e scadenze vanno verificati sulla normativa vigente. Documento informativo: non costituisce consulenza legale né in materia di rendicontazione. Verificare obblighi e scadenze applicabili alla propria impresa.

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