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Benchmark di settore · 2 di 3

Meno 35% di energia in RSA su dodici mesi

Il consuntivo di un ciclo annuo completo su due strutture sociosanitarie, quantificato con metodologia IPMVP a partire dai consumi misurati e normalizzato su clima e prezzo. Non è una stima di progetto: è quello che è successo in dodici mesi.

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Che cosa è stato misurato

Su un ciclo annuo completo, due strutture sociosanitarie hanno ridotto del 35 per cento l’energia consumata. È una media pesata sull’intero anno, normalizzata su clima e prezzo, e corrisponde a un costo evitato di 239.000 euro sulle due strutture nei dodici mesi.

RisultatoValorePerimetro
Risparmio annuo normalizzato−35%media delle due strutture, 12 mesi
Costo evitato239.000 euroconsuntivo, due strutture
Picco nel bimestre invernale−58%gennaio-febbraio, misurato

Il metodo è IPMVP Option C, cioè misura sull’intera struttura dal contatore generale, con normalizzazione climatica sui gradi giorno base 18 °C e normalizzazione di prezzo. È la stessa opzione che si usa quando si agisce su più impianti insieme e non si vuole attribuire a un singolo intervento il merito di tutti gli altri.

Le due strutture sono indicate come Struttura A e Struttura B. I risultati sono reali, l’identità dei clienti non è divulgata.

L’andamento nell’anno

Il risparmio non è stato uniforme, e il modo in cui varia dice più del valore medio.

BimestreRisparmio
Gennaio-febbraio−57%
Marzo-aprile−42%
Maggio-giugno−24%
Luglio-agosto−18%
Settembre-ottobre−30%
Novembre-dicembre−49%

I valori per bimestre sono arrotondati: i dati certificati sono la media annua, il costo evitato e il picco invernale. Nel bimestre gennaio-febbraio, preso struttura per struttura, i risultati sono stati del 58 e del 56 per cento.

Perché il dato annuo è inferiore al picco

Chi legge una tabella così si chiede sempre la stessa cosa: se a gennaio è andata al 58 per cento, perché la media è 35?

Il risparmio è massimo quando il riscaldamento lavora. Nei mesi freddi l’ottimizzazione degli impianti termici ha molto su cui incidere, e incide. È lì che si concentrano sia il consumo sia il margine di manovra.

Nei mesi intermedi ed estivi i carichi termici scendono. Con meno carico da ottimizzare, si riduce sia il risparmio assoluto sia quello percentuale. Non è il sistema che funziona peggio: è che c’è meno da recuperare.

Il 35 per cento è la media pesata sull’intero anno, normalizzata su clima e prezzo. È il numero da usare in un business case, perché è strutturale e ripetibile. Il picco di un singolo bimestre non lo è, e presentarlo come risultato annuo è il modo più veloce per perdere credibilità alla prima verifica.

C’è una seconda ragione, ed è onesto dirla: l’andamento crescente del risparmio nel corso dell’anno riflette anche l’attivazione graduale dei controlli sugli impianti, non una variazione di efficienza del sistema.

Sei anelli di controllo, nessuna opera edile

Il risultato non viene da un singolo intervento ma da più controlli automatici, attivati progressivamente. Sono tutti guidati dai sensori, nessuno richiede un’azione manuale del personale, e nessuno ha comportato fermare gli impianti per l’installazione.

1. Occupazione tramite CO₂, l’intervento principale. Sensori CO₂ wireless in ogni stanza: in una stanza occupata la concentrazione sale, in una vuota scende. Dopo una o due ore di stanza libera il sistema riconosce l’assenza e modula accensione, spegnimento e setpoint. Alla rioccupazione il comfort viene ripristinato in anticipo, non quando qualcuno rientra e sente freddo.

2. Sensori finestra. Non cablati. Con la climatizzazione attiva, all’apertura di una finestra il sistema interrompe la climatizzazione di quell’ambiente e la ripristina automaticamente alla chiusura.

3. Setpoint delle UTA sul meteo orario. Le unità di trattamento aria non lavorano a setpoint fisso ma su un valore ricalcolato ora per ora dalle previsioni, pre-condizionando in anticipo rispetto al carico atteso.

4. Acqua calda sanitaria in notturna. Era mantenuta sempre al 100 per cento, anche di notte. È stata introdotta una modulazione oraria sulle fasce a domanda nulla, nel rispetto dei requisiti anti-legionella.

5. Mensa su fasce di utilizzo. Le UTA e l’acqua calda dedicate alla mensa vengono ridotte o spente fuori dagli orari di servizio.

6. Generazione a setpoint dinamico. Gruppi frigo e caldaie regolati con setpoint scorrevole sulle previsioni orarie. Riducendo il salto termico richiesto si ottimizza il rendimento proprio dove si concentra la quota maggiore di energia.

Perché serve l’automazione

La domanda legittima è se lo stesso risultato si possa ottenere con procedure e buon senso, senza sistema. La risposta è no, e la ragione non ha niente a che vedere con la competenza del personale.

Un operatore non può leggere i dati di ogni ambiente ogni ora e decidere il setpoint dell’ora successiva. Un sistema automatico sì. E la differenza non sta nella velocità: sta nel verso della regolazione. Non si insegue la temperatura attuale, si anticipa il carico previsto. Anticipare abbassa i picchi di produzione, perché la generazione lavora in modo graduale invece di rincorrere la domanda. È questo, ripetuto ora per ora su tutti gli impianti, a produrre un risparmio strutturale invece che episodico.

Come atterra sul conto economico

Nell’assistenza sociosanitaria residenziale italiana il margine operativo lordo medio è il 9,3 per cento del fatturato, secondo i Risultati economici delle imprese 2023 dell’ISTAT.

Un costo evitato non ha costi variabili associati: non è ricavo da produrre, è spesa che smette di uscire, quindi incide direttamente sul margine. Su un margine di quell’ordine, un costo evitato dell’entità misurata qui non è una voce di contorno.

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Fonti e avvertenze

Risultati misurati su due strutture sociosanitarie seguite da Sintropy, indicate come Struttura A e Struttura B: i numeri sono reali, l'identità dei clienti non è divulgata. Metodo IPMVP Option C (misura sull'intera struttura), con normalizzazione climatica su gradi giorno base 18 °C e normalizzazione di prezzo, su un ciclo annuo completo. I valori per bimestre sono arrotondati; i dati certificati sono la media annua, il costo evitato e il picco invernale. Riferimento di settore: ISTAT, Risultati economici delle imprese 2023, margine operativo lordo su fatturato dell'assistenza sociosanitaria residenziale. Documento informativo: i risultati non costituiscono una previsione per altre strutture.

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