Il margine c’è, e l’energia se ne prende una parte evitabile
Fra i comparti che seguiamo, l’alberghiero è quello con il margine operativo lordo più alto: il 24,2 per cento del fatturato secondo i Risultati economici delle imprese 2023 dell’ISTAT, divisione alloggio. È una posizione di partenza comoda, e infatti l’energia in albergo raramente viene percepita come un’emergenza.
Il problema è che è anche uno dei comparti più energivori per metro quadro, e che i consumi si concentrano in tre voci che rispondono tutte alla regolazione oraria.
| Indicatore | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Margine operativo lordo sul fatturato | 24,2% | ISTAT, alloggio, 2023 |
| Consumo elettrico specifico, alberghi medio-grandi | 156-204 kWh/m² anno | ENEA, 92 diagnosi obbligatorie |
| Bolletta media annua per struttura | 120.000 euro | Federalberghi, stima 2022 |
Sul dato di spesa serve una precisazione, perché è quello che viene citato più spesso e più a sproposito: il comunicato Federalberghi è del 2022, in piena crisi dei prezzi. Va letto come memoria di quanto può muoversi la bolletta, non come costo corrente.
Dove finisce l’energia elettrica
La ripartizione per uso finale viene dai Quaderni dell’Efficienza Energetica di ENEA, edizione 2024, costruiti su 92 diagnosi energetiche obbligatorie. I valori qui sotto sono riferiti alle zone climatiche D ed E, che coprono gran parte del parco alberghiero italiano.
| Uso finale | kWh/m² anno | Deviazione standard |
|---|---|---|
| Illuminazione e apparati elettrici | 80 | ± 39 |
| Climatizzazione estiva | 45 | ± 22 |
| Ausiliari e UTA | 31 | ± 18 |
Le deviazioni standard sono dichiarate dalla fonte e sono grandi: significa che la dispersione fra strutture è ampia, e che un valore medio non descrive nessun albergo in particolare. Serve per capire l’ordine di grandezza delle tre voci, non per giudicare la propria struttura.
La taglia cambia tutto
Questo è l’errore più comune quando si confronta un albergo con un benchmark di settore, e vale la pena isolarlo.
| Popolazione | Zona C | Zona D | Zona E | Zona F |
|---|---|---|---|---|
| Alberghi medio-grandi | — | 204 / 156 | 190 / 144 | 69 |
| Piccole e medie imprese alberghiere | 85 | 74 | 66 | 44 |
Valori in kWh/m² elettrici all’anno. Per i medio-grandi i due numeri di ciascuna cella sono le due fasce di superficie rilevate: 3.500-7.300 m² il primo, 7.301-31.500 m² il secondo.
Fra le due popolazioni c’è un fattore due o tre. Un tre stelle da quaranta camere va confrontato con la riga delle PMI, non con quella dei grandi: sulla riga sbagliata si conclude di consumare pochissimo quando invece si è in media, oppure il contrario. I dati sui medio-grandi vengono dalle 92 diagnosi obbligatorie, quelli sulle PMI da un’indagine ENEA del 2025 su 328 questionari: sono due rilevazioni diverse, e la differenza fra le righe riflette anche questo.
Quanto vale un euro di energia risparmiata
Su un margine operativo lordo del 24,2 per cento, ogni euro di energia risparmiata vale quanto circa 4 euro di fatturato aggiuntivo. Il risparmio non ha costi variabili associati: non è ricavo da produrre, è spesa che smette di uscire.
Il moltiplicatore è molto più basso di quello del retail alimentare, dove supera i trenta, e la ragione è esattamente quella che rende comodo il settore alberghiero: il margine è più alto. Un moltiplicatore basso non vuol dire che il risparmio conti poco, vuol dire che si parte da una posizione migliore.
Cosa si può governare
Una camera vuota climatizzata a setpoint pieno è spesa netta. In una struttura ricettiva l’occupazione cambia ogni giorno, ma gli impianti spesso no. È la stessa condizione che troviamo nelle strutture sociosanitarie, dove la regolazione sull’occupazione reale è l’intervento a impatto maggiore.
Regolazione sull’occupazione reale. Il sistema riconosce gli ambienti liberi e modula setpoint e accensioni, ripristinando il comfort in anticipo sul rientro. È l’intervento che vale di più, perché gran parte del consumo di climatizzazione viene speso su spazi temporaneamente vuoti.
Setpoint anticipato sul meteo. Unità di trattamento aria, gruppi frigo e caldaie lavorano su un setpoint ricalcolato ora per ora dalle previsioni. Anticipare il carico abbassa i picchi di produzione, ed è nei picchi che si concentra la quota maggiore di energia.
Acqua calda sanitaria. Modulazione oraria sulle fasce a domanda nulla, nel rispetto dei requisiti anti-legionella. Negli alberghi l’acqua calda è una voce di primo piano, molto più che nel retail.
Installazione senza cantiere. Sensori wireless: nessun cavo da tirare, nessuna opera di predisposizione, nessun impianto da fermare. Per una struttura che non può chiudere le camere, è la condizione che rende il progetto possibile.
Il termine di paragone
Per il settore alberghiero non abbiamo ancora un consuntivo annuo pubblicabile. Abbiamo però quello sociosanitario, e la struttura impiantistica è simile: camere, unità di trattamento aria, acqua calda sanitaria, mensa.
| Risultato di riferimento | Valore | Come è misurato |
|---|---|---|
| Risparmio annuo, due strutture sociosanitarie | −35% | IPMVP Option C, 12 mesi, normalizzato |
| Picco nel bimestre invernale | −58% | misurato, gennaio-febbraio |
| Costo evitato su 12 mesi | 239.000 euro | consuntivo, due strutture |
Va letto per quello che è: un termine di paragone su un settore contiguo, non una previsione. Ogni struttura fa storia a sé, e le strutture da cui vengono questi numeri non sono nominate.
La differenza, in albergo come altrove, non è il sensore. È che si anticipa il carico previsto invece di inseguire la temperatura attuale, ora per ora, su tutti gli impianti.
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Fonti e avvertenze
ENEA, Quaderni dell'Efficienza Energetica — Alberghi, 2024, da 92 diagnosi energetiche obbligatorie ex art. 8 D.Lgs. 102/2014, tabelle 37 e 52 · ENEA, L'efficienza energetica nelle PMI del settore alberghiero, 2025, da 328 questionari · ISTAT, Risultati economici delle imprese 2023, divisione alloggio · Federalberghi, comunicato del 29/08/2022 per il dato di spesa. Le intensità ENEA sono riferite alla superficie climatizzata. Il dato di spesa Federalberghi è del 2022, in piena crisi dei prezzi: va letto come memoria della volatilità, non come costo corrente. I risultati citati come termine di paragone provengono da due strutture sociosanitarie seguite da Sintropy, che non sono nominate, e non costituiscono una previsione di risultato per una struttura alberghiera.